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Oftalmologia

Alla ricerca di nuovi orizzonti

Dompé è attualmente impegnata nella Ricerca & Sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative in oftalmologia. Un percorso che prende il via con la messa a punto e lo sviluppo nei propri laboratori dell’Aquila di un farmaco biotecnologico a base di Nerve Growth Factor – frutto degli studi del Premio Nobel Rita Levi Montalcini – come potenziale risposta terapeutica a patologie rare dell’occhio – come la cheratite neurotrofica e la retinite pigmentosa, per giungere a soluzioni per il trattamento di condizioni più diffuse, come il dry eye.

Il percorso di una molecola “da Nobel”

L’intuizione di Rita Levi Montalcini

Nel 1986 Rita Levi Montalcini è stata insignita del premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia, insieme a un suo collaboratore, il biochimico statunitense Stanley Cohen, proprio per la scoperta del Nerve Growth Factor (Fattore di Crescita Nervoso).

Il Nerve Growth Factor (NGF) è una proteina solubile che stimola la crescita, il mantenimento e la sopravvivenza dei neuroni. Fa parte delle neurotrofine, una famiglia di proteine in grado di svolgere un ruolo primario nella regolazione della sopravvivenza, dello sviluppo e delle funzioni neuronali sia a livello centrale che periferico. NGF è stato il primo fattore neurotrofico ad essere identificato e purificato e nel corso degli ultimi cinquant’anni il suo ruolo nello sviluppo neuronale e la sua attività biologica su tessuti neuronali è stato di grande interesse per la scienza.

Le potenzialità del Nerve Growth Factor in campo oftalmico, inizialmente identificate dai gruppi del Professor Stefano Bonini e Alessandro Lambiase del Campus Bio-Medico di Roma e del Dottor Paolo Rama del San Raffaele di Milano, sono state esplorate dai ricercatori di Anabasis, azienda di ricerca italiana confluita nel Gruppo Dompé, che ha successivamente sviluppato una formulazione oftalmica di NGF per gli stadi preclinici e clinici di varie patologie che interessano sia la parte anteriore dell'occhio, come la cheratite neurotrofica e la sindrome dell’occhio secco, sia la parte posteriore, come la retinite pigmentosa e il glaucoma.

La Ricerca&Sviluppo Dompé

A partire dai primi studi condotti con NGF di origine murina, Dompé ha sviluppato un processo idoneo alla produzione su scala industriale di NGF ricombinante umano (rhNGF) presso il polo di Ricerca & Sviluppo dell’Aquila, che opera nel rispetto delle norme GMP (“Good Manufacturing Practice”) ed è autorizzato a produrre attraverso la tecnologia del DNA ricombinante, ovvero attraverso il trasferimento in un batterio di materiale genetico umano, con il batterio stesso che quindi diventa in grado di produrre NGF completamente umanizzato.

rhNGF: lo studio REPARO nella cheratite neurotrofica

In seguito agli incoraggianti risultati delle prime osservazioni cliniche su oltre 100 pazienti affetti da cheratite neurotrofica trattati con NGF di origine murina1, Dompé ha avviato alcuni trial clinici che interessano patologie dell’area oftalmica.

Nel trattamento della cheratite neurotrofica, una malattia rara degenerativa dell’occhio, oggi ancora orfana di cura, è stato condotto lo studio REPARO. Lo studio, randomizzato in doppio cieco controllato con placebo, ha coinvolto 37 centri in 9 paesi europei (Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, Polonia, Ungheria) e ha coinvolto pazienti con cheratite neurotrofica monolaterale con lesioni di stadio 2 (difetto epiteliale persistente) o di stadio 3 (ulcera corneale) che non rispondessero ai trattamenti medici ad oggi disponibili.

La patologia, che nelle forme gravi colpisce meno di una persona su 5.000 nel mondo2, si caratterizza per un danno progressivo della cornea, che può determinare la sua perforazione con conseguente perdita della vista. Essendo la cornea l’organo più innervato del corpo umano, lo studio ha mirato a investigare il potenziale recupero di un’adeguata risposta nervosa, dal cui buon esito dipendono la guarigione e il mantenimento dell’integrità della cornea.

rhNGF: le tappe regolatorie

Lo Studio REPARO rappresenta una pietra miliare per le persone che soffrono di cheratite neurotrofica, anche per l’assenza di terapie alternative alla chiusura chirurgica delle palpebre (o tarsorrafia), necessaria nelle forme più gravi e invalidanti.

Nel 2015, la European Medicines Agency (EMA) ha designato rhNGF farmaco orfano per il trattamento della cheratite neurotrofica (malattia rara dell’occhio), un riconoscimento che segue quello ricevuto dall’americana Food and Drug Administration (FDA) nel 2014 (che ha permesso l’avvio di uno studio in pazienti affetti da cheratite neurotrofica coinvolgendo anche centri di eccellenza nella ricerca oftalmica negli Stati Uniti.

Nel maggio 2017 il Comitato per i farmaci ad uso umano (Committee for Human Medicinal Products - CHMP) dell’EMA ha dato opinione positiva raccomandando l’autorizzazione all’immissione in commercio per rhNGF: si tratterebbe del primo trattamento biotecnologico autorizzato per pazienti adulti con cheratite neurotrofica moderata o grave.

Leggi il comunicato stampa sul sito dell'EMA.

rhNGF: nuovi scenari terapeutici

La sindrome dell’occhio secco, che interessa la superficie oculare, è un’altra condizione per cui Dompé sta valutando l’impiego di rhNGF, con uno studio di Fase II.

Il percorso di sviluppo di rhNGF non si limita esclusivamente al suo possibile impiego nel segmento anteriore dell’occhio, ma comprende anche patologie di quello posteriore. In particolare, sulla scorta della designazione di farmaco orfano per rhNGF nella terapia della retinite pigmentosa da parte di FDA ed EMA, è stato avviato LUMOS, uno studio clinico multicentrico di Fase Ib/II.

La retinite pigmentosa colpisce mediamente una persona ogni 3.500-5.0003 ed interessa soprattutto i giovani adulti. Nei pazienti che soffrono di questa malattia cronica i fotorecettori (le cellule della retina chiamate coni e bastoncelli che hanno il compito di cogliere il segnale visivo) vengono danneggiate e vanno incontro a progressiva degenerazione. Ad oggi non esistono trattamenti soddisfacenti che ne rallentino l’evoluzione e consentano il recupero della vista.

La possibile azione della molecola sulla retina apre nuove potenzialità in patologie del nervo ottico, come ad esempio il glaucoma.

Note

1 Fonti: Bonini S, Lambiase A, Rama P, Caprioglio G, Aloe L., Topical treatment with nerve growth factor for neurotrophic keratitis, Ophthalmology 2000; 107:1347-51
Lambiase A, Rama P, Bonini S, Caprioglio G, Aloe L., Topical treatment with nerve growth factor for neurotrophic corneal ulcers, New Engl J Med 1998; 338:1174-80

2 Fonte: Sacchetti M., Lambiase A., Diagnosis and management of neurotrophic keratitis. Clinical Ophthalmology 2014; 8: 571–579.

3 Fonte: Anasagasti A, Irigoyen C, Barandika O et al., Current mutation discovery approaches in retinitis pigmentosa, Vision Res. 2012; 75: 117-129.

Milano
Italia 20122