26 maggio 2021

Il Centro

Michela Corridore

L'Aquila studia un farmaco che frena il Covid

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Si sperimenta il farmaco che spegne il coronavirus su chi ha lievi sintomi

L'Aifa autorizza lo studio: effetti positivi sul sistema immunitario Coinvolti l'azienda biofarmaceutica Dompé e il San Salvatore

Parla anche aquilano l'ultima ricerca sulla cura per il Covid. L'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha dato il via libera allo studio clinico di fase 3 con un prodotto a base di Raloxifene in pazienti paucisintomatici (con pochi sintomi) affetti dal virus. Uno studio che vede coinvolti l'azienda biofarmaceutica Dompé, con sede in città, l'ospedale e l'Università del capoluogo.

IL PROGETTO. Questo farmaco è stato individuato all'interno del progetto scientifico e tecnologico Exscalatc4Cov sostenuto dalla Commissione europea di cui proprio Dompé farmaceutici è capofila. Non solo: lo studio clinico italiano è coordinato dall'istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, con centri ospedalieri attivi a Milano e Bergamo (Humanitas), Torino (Le Molinette), Napoli (Monaldi) e L'Aquila (San Salvatore). Lo studio sarà presto esteso anche in Francia.

STOP REPUCAZIONE VIRUS. «I dati preliminari indicano che il Raloxifene potrebbe essere efficace nel bloccare la replicazione del virus nelle cellule e potrebbe quindi contrastare la progressione della malattia», spiegano gli esperti della Dompé, «potrebbe inoltre esercitare un'azione positiva sul sistema immunitario favorendo la naturale risposta dell'organismo all'infezione».

PAZIENTI AQUILANI. Molto soddisfatto dei risultati raggiunti anche Franco Marinangeli, primario di Anestesia e rianimazione, nonché coordinatore rete locale delle cure palliative e terapia del dolore dell'ospedale San Salvatore. «All'Aquila abbiamo al momento 15 pazienti arruolati nello studio allo scopo di valutare l'efficacia e la tollerabilità del Raloxifene nel trattamento dei pazienti affetti da Covid paucisintomatici, ovvero con sintomi leggeri, in modo da evitare il passaggio di espressioni di malattia più gravi che richiedano l'ospedalizzazione», spiega, «essere coinvolti come Asl e come polo universitario in questo studio che vede presenti altri centri d'eccellenza in Italia è motivo di grande orgoglio per tutta la nostra regione. I dati saranno valutati da un monitor esterno e quindi ne conosceremo i risultati. Visto l'elevato numero di pazienti arruolati a livello nazionale sono fiducioso nell'affidabilità dello studio».

TELEMEDICINA. La ricerca utilizza in maniera massiccia la telemedicina. «Questo vuol dire poter monitorare giornalmente i parametri vitali dei pazienti che poi sono trasferiti a una piattaforma centralizzata», continua il primario, «in questo modo si ha il continuo controllo dello stato di salute senza la necessità di entrare in contatto fisico con i pazienti. A domicilio del paziente viene consegnato un kit composto da strumenti digitali per il con di oressio trollo ne arteriosa, frequenza cardiaca, ossimetria transcutanea e temperatura corporea. Nel corso dello studio vengono anche eseguiti ben quattro tamponi su ogni paziente».

CONTINUA LA LOTTA. Infine, Marinangeli commenta la situazione sanitaria in Abruzzo: «La curva pandemica al momento è in fase discendente» spiega, «la campagna vaccinale sta dando buoni risultati perché ha abbassato il numero complessivo dei contagi. Abbiamo però ancora alcuni pazienti in terapia intensiva. Continuiamo la lotta senza sosta nella speranza di vedere la parola fine a questa grande tragedia».

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