21 settembre 2021

Sole 24 Ore Salute 24

Dialogo B20-G20 sulla salute: biotecnologie, arma per le sfide globali

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Imprese e governi devono lavorare insieme, con un approccio multilaterale. La pandemia ha dimostrato come la straordinaria collaborazione tra il mondo scientifico, industriale e istituzionale abbia raggiunto risultati in tempi record. I vaccini e il Patto di Roma hanno dimostrato che la salute è prosperità: ora bisogna accelerare per sviluppare soluzioni efficaci per killer silenziosi come il cancro, il diabete, le malattie cardiologiche, e incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo, soprattutto quelli dedicati al deep-tech, che mette insieme biotecnologia, intelligenza artificiale, robotica e biodesign.

I prossimi mesi post pandemia sono un'occasione irripetibile per creare sistemi sanitari più sostenibili e resilienti. È questo il messaggio arrivato dal Dialogo B20-G20 che si è svolto ieri sul tema Salute e Scienze della vita, organizzato dalla task force Health e Life Science del B20, di cui è presidente Sergio Dompé, con la presidenza italiana del G20. È l'ultimo appuntamento dedicato alla salute prima della riunione finale del B20, il 7 e 8 ottobre, quando le raccomandazioni del mondo delle imprese saranno consegnate a Mario Draghi.

Il Rapporto B20 offre una tabella di marcia politica per far avanzare la biorivoluzione nel prossimo decennio. Da una pandemia al cambiamento climatico o all'insicurezza alimentare, i progressi della biotecnologia hanno il potenziale per affrontare le sfide globali del nostro tempo, è scritto nel documento.

«Sull'innovazione e la sostenibilità della salute dobbiamo costruire il nostro new normal», ha detto Dompé. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ricordato che l'Italia ha già donato 6 milioni di dosi ai paesi più poveri, che diventeranno 15 milioni entro la fine dell'anno, in linea con le indicazioni del Patto di Roma, cioè la dichiarazione condusiva del G20 Salute che si è svolto a Roma a settembre.

All'incontro di ieri hanno partecipato, tra gli altri, Werner Baumann, ceo di Bayer, e Geoff Martha, presidente e ceo di Medtronic, ambedue co-chair della task force Salute e Scienze della vita, oltre a Iskra Reic, vice presidente di AstraZeneca per Europa e Canada, Budi Gunadi Sadkin, ministro della Salute dell'Indonesia, il paese che avrà la presidenza del G20 dopo di noi.

«In AstraZeneca continueremo a costruire partnership significative e affidabili con governi e sistemi sanitari, per creare sistemi più effidenti attraverso la digitalirrazione e sistemi sanitari basati sul valore e sulla qualità delle cure con al centro il paziente», ha detto Reic. La qualità delle cure è uno dei punti su cui ha insistito il dibattito, insieme alla digitalizzazione e all'innovazione, dall'intelligenza artificiale alla chimica computazionale.

Baumann si è congratulato con il governo italiano per il grande sforzo fatto nella campagna vaccinale e si è preoccupato che i traguardi della scienza raggiungano anche i paesi meno sviluppati. Su questo aspetto si è soffermato Martha: «già oggi le tecnologie consentirebbero di affrontare la gran parte delle malattie più diffuse. Invece nel 2021, 41 milioni di persone verranno uccise prematuramente da malattie croniche prevedibili. Di questi l'85% è nei paesi in via di sviluppo. L'iniquità dell'accesso alle cure è diventata inaccettabile. Serve cambiare velocità e modello di gestione del sistema della salute a livello mondiale».

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