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3:32

Il cinema racconta il terremoto dell’Aquila

Alle 3:32 del 6 aprile 2009 un violento terremoto ha cambiato il corso della storia dell’Aquila.

A cinque anni da quella terribile notte, una pellicola racconta lo sgomento, le difficoltà e il desiderio di ricostruzione di un’intera comunità. I ricordi di quei drammatici attimi in cui la terra ha tremato diventano i fotogrammi di un cortometraggio realizzato dagli allievi della Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia dell’Aquila.

Nasce così “3:32”, un progetto di Corporate Social Responsibility promosso da Nathalie Dompé, che affida alla macchina da presa il delicato compito di raccontare le sensazioni, le emozioni e l’orgoglio di una popolazione che, dopo il dramma, ha trovato la forza di reagire.

Ad accompagnarci nella trama del cortometraggio, che ci fa rivivere quell’esperienza attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta, è la voce narrante di Giancarlo Giannini, attore, regista e doppiatore, che ha avuto modo di dichiarare: "Ho accolto con grande piacere la possibilità di prestare la mia voce per questo cortometraggio che racconta uno degli avvenimenti che più ha segnato la storia recente del nostro Paese. Narrare in sottofondo le vicende delle persone che hanno vissuto l’esperienza della propria vita di sempre, sgretolata in pochi minuti, è stato per me un momento molto emozionante. Il contributo del cinema italiano può essere fondamentale per tener vivo il ricordo, affinché il valore della testimonianza diventi patrimonio per l’intera collettività".

Clicca per leggere il libro “3:32”

 

Le testimonianze dei collaboratori Dompé

L’orologio digitale, fermo sulle 3:32, simbolo del momento in cui il terremoto ha squassato dalle viscere L’Aquila, diventa il punto di partenza della narrazione nel film, che nasce dal ricordo di chi ha vissuto quella notte e dall’immediato desiderio di rialzarsi, di tornare al lavoro, in una coralità d’intenti che vede protagonisti le persone e il Gruppo Dompé.

I collaboratori che operano nel polo produttivo e nel centro ricerche dell’Aquila, sono infatti la vera anima del progetto, avendo donato le loro personali testimonianze come base per realizzare la sceneggiatura.

"Dalle parole dei nostri collaboratori, che ringrazio per aver condiviso con noi i ricordi più intimi legati a questa esperienza, traspare l’orgoglio di una città che non ha voluto fermarsi, proprio grazie alla forza di volontà che la contraddistingue", ha affermato Nathalie Dompé.

E così, attraverso le immagini e i dialoghi, lo spettatore si trova immediatamente immerso in una realtà emozionale intensa, trasportato nelle sensazioni che si sono accavallate nei minuti, nelle ore, nei giorni e nei mesi successivi al sisma. Perché la testimonianza possa diventare un monito, un’esortazione ad andare avanti, senza mai dimenticare.

Guarda il cortometraggio

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