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La ricerca della luce, quando scende l’oscurità. La sfida alle malattie rare degli occhi diventa un cortometraggio con la campagna #fightforlight

  • “In The Woods” è il video di un uomo immerso nell’oscurità e della sua lotta verso la luce. Una metafora di quanti lottano contro una patologia rara della vista, per i quali ogni progresso della ricerca scientifica può rappresentare un raggio di speranza.   
  • La campagna di sensibilizzazione #fightforlight è promossa da Dompé, azienda biofarmaceutica impegnata nella ricerca di soluzioni terapeutiche per malattie rare nell’area dell’oftalmologia, in occasione della Giornata mondiale delle malattie rare.
  • Protagonista del video, ideato dall’agenzia Saatchi & Saatchi con la regia di Roberto Saku Cinardi e realizzato da Think Cattleya, è Gabriele Mainetti, regista di “Lo chiamavano Jeeg Robot”.

Milano, 21 febbraio 2017. Un uomo si ritrova sperduto in un bosco, mentre cala la notte. Trova una torcia che emana una luce fioca e lo aiuta a muoversi tra gli alberi, in cerca di una via d’uscita dalla fitta oscurità che lo sta avvolgendo. Inizia così “In the Woods”, il cortometraggio voluto dall’azienda biofarmaceutica Dompé in occasione della Giornata mondiale delle malattie rare, presentato oggi nell’ambito della campagna social #fightforlight.

È Gabriele Mainetti, regista di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, a dare un volto a quanti soffrono di malattie rare degli occhi. Per queste persone, la strada per “ritrovare la luce” è complicata: momenti di sconforto, stanchezza, difficoltà, vie impervie che possono rivelarsi sbagliate. Proprio come accade al protagonista, che si destreggia tra lo sgomento, la fatica e lo smarrimento di un bosco a lui sconosciuto, alla ricerca della luce.

I raggi di una prospettiva di speranza sono metaforicamente rappresentati da un risveglio che, l’indomani, inonda di luce il volto del protagonista. “Any advance in research is a ray of hope” (Ogni progresso in ricerca è un raggio di speranza): questo il messaggio che chiude il video, a ricordare che la ricerca può rappresentare un’arma capace di sconfiggere l’oscurità della malattia. “Per quanto la natura sia tutt’altro che democratica, l’obiettivo di garantire a tutti la stessa qualità di vita è profondamente umano”, racconta Gabriele Mainetti parlando della sua interpretazione. “Credo nella ricerca e nella sua lotta per aiutare chi si è perso nel buio”.

Il cortometraggio – ideato dall’Agenzia Saatchi & Saatchi con la regia di Roberto Saku Cinardi e la produzione di Think Cattleya – è parte di un impegno costante che vede la ricerca Dompé concentrata nell’individuazione di soluzioni terapeutiche innovative per le patologie rare.

“Con questa campagna vogliamo continuare a dare forza a un percorso che ha come obiettivo quello di contribuire a far luce sul mondo dei pazienti affetti da malattie rare e sui loro bisogni di salute”, spiega Eugenio Aringhieri, CEO del Gruppo Dompé. “La ricerca di nuove prospettive terapeutiche rappresenta una parte importante di questo mondo. Una sfida lunga e complessa che per certi versi evoca l’esperienza vissuta dal protagonista del video. Sfida che sono convinto debba essere combattuta in squadra, riunendo le diverse prospettive intorno a un unico obiettivo: il Paziente”.

“È con senso di responsabilità che la nostra azienda ha intrapreso la strada della ricerca nelle malattie rare, ed è con lo stesso spirito che sosteniamo e promuoviamo iniziative di sensibilizzazione in questo ambito”, afferma Sergio Dompé, Presidente del Gruppo Dompé. “Si tratta di un mondo ancora oggi poco conosciuto, per cui è necessario continuare a fare ricerca e fare informazione sul valore e il beneficio che questa può portare nella vita delle persone”.

Nell’area delle patologie rare degli occhi Dompé è impegnata nella ricerca e sviluppo con la versione ricombinante del fattore di crescita nervoso (NGF, dall’inglese nerve growth factor) umano, una soluzione oftalmica biotech che è allo studio grazie alla collaborazione con centri clinici di eccellenza in Europa e negli USA.

“Le malattie rare degli occhi rappresentano un ambito in cui sono ancora molte le risposte che i pazienti attendono”,afferma Paolo Rama, Primario dell'Unità Operativa di Oculistica – Cornea e Superficie Oculare dell'IRCCS Ospedale San Raffaele. “La ricerca italiana deve molto agli studi condotti dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini su NGF, una proteina naturalmente prodotta dal corpo umano, responsabile dello sviluppo, del mantenimento e della sopravvivenza delle cellule nervose, per cui siamo in attesa dei risultati dei trial clinici che abbiamo condotto e che potrebbe rappresentare una vera innovazione in determinati ambiti dell’oftalmologia.”

“Lo sviluppo della ricerca e l'accesso all'innovazione sono essenziali per chi ha una patologia rara e rappresentano in modo concreto la speranza per combattere e vincere la malattia. Come movimento di partecipazione civica a tutela dei diritti dei cittadini e dei soggetti in condizioni di debolezza, Cittadinanzattiva incoraggia progetti di sensibilizzazione come questo che, essendo rivolti all’opinione pubblica, possono contribuire a una maggiore consapevolezza sulle malattie rare che devono rappresentare sempre più un tema chiave per la sanità pubblica”, spiega Francesca Moccia, Vice Segretario Generale Cittadinanzattiva, intervenuta all’anteprima del video.