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Aree Terapeutiche

Il nostro impegno per il Paziente

Oftalmologia

Dompé è attualmente impegnata nella Ricerca & Sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative in oftalmologia. Un percorso che prende il via con la ricerca italiana - nata dagli studi del Premio Nobel Rita Levi Montalcini – per lo sviluppo e la produzione di potenziali farmaci biotecnologici in risposta a patologie dell’occhio, anche rare.

La molecola, il Nerve Growth Factor (NGF) è una proteina solubile che stimola la crescita, il mantenimento e la sopravvivenza dei neuroni. Scoperta negli anni ‘50 dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini, fa parte delle neurotrofine, una famiglia di proteine in grado di svolgere un ruolo primario nella regolazione della sopravvivenza, dello sviluppo e delle funzioni neuronali sia a livello centrale che periferico. La molecola è oggi alla base di una soluzione per il trattamento di una rara malattia della cornea, la cheratite neurotrofica, ed è allo studio anche per altre patologie a carico dell’occhio.

Per saperne di più sugli studi in oftalmologia leggi qui.

Oncologia

In oncologia Dompé sta sviluppando diverse molecole che hanno come target meccanismi cellulari o biologici specifici e innovativi in grado di aprire nuove prospettive nel trattamento di alcune tra le più diffuse patologie tumorali. In questo senso Reparixin, frutto della ricerca Dompé, è in sperimentazione in pazienti affette da tumore della mammella triplo negativo metastatico.

Il tumore della mammella è il secondo cancro più comune nel mondo e il più frequente tra le donne, sia nei Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Per il sottotipo triplo negativo metastatico l’unico trattamento attualmente disponibile è la chemioterapia, con risultati non particolarmente soddisfacenti in quanto sembrerebbe favorire lo sviluppo di cellule staminali del cancro (Cancer Stem Cell o CSC) le quali, mantenendo al loro interno tutte le istruzioni per produrre nuove unità neoplastiche, sono alla base della progressione della malattia, dello sviluppo di metastasi e della recidiva dopo il trattamento. Le cellule staminali del cancro rappresentano una piccola frazione delle cellule tumorali totali e, biologicamente, sono in grado di sostenere la crescita tumorale grazie alla loro capacità di autorinnovamento, completamente sganciata dai sistemi di controllo dell’organismo.

Obiettivo della Ricerca Dompé è individuare soluzioni terapeutiche in grado di colpire questa forma tumorale particolarmente aggressiva attraverso l’inibizione delle CSC.

Reparixin nella sperimentazione preclinica si è dimostrato in grado di diminuire la popolazione delle CSC sia in vitro che in vivo1. L’azione della molecola in modelli animali induce un ritardo nello sviluppo del tumore e rallenta lo sviluppo di metastasi.

La molecola è stata successivamente valutata in 3 studi clinici internazionali.

  • Studio clinico di Fase Ib per la valutazione del profilo di sicurezza e di farmacocinetica di reparixin, somministrato per via orale in combinazione con Paclitaxel nelle donne con carcinoma mammario metastatico (completato in 5 centri in USA2).
  • Studio clinico pilota per la valutazione degli effetti di reparixin in monoterapia orale sulle CSC e sul microambiente tumorale in donne con tumore mammario in stadio precoce prima dell’intervento chirurgico (completato in 9 Centri negli USA).
  • Studio clinico randomizzato di Fase II (fRida) con l’obiettivo di valutare la sopravvivenza libera da progressione dopo trattamento d’associazione tra reparixin per via orale e la terapia standard con Paclitaxel in confronto al trattamento con paclitaxel associato a placebo in pazienti con tumore metastatico triplo-negativo metastatico non pretrattato. Completato l’arruolamento in 65 centri in USA, Belgio, Francia, Italia, Polonia, Repubblica Ceca e Spagna.

L’originale meccanismo d’azione di reparixin potrebbe trovare futura applicazione nello studio di altre neoplasie, come il tumore del pancreas3. Inoltre, si è visto che silenziando i recettori CXCR1 e CXCR2 si ottiene l’inibizione della crescita del melanoma e della capacità di disseminazione delle cellule tumorali4

Per saperne di più sugli studi in oncologia leggi qui.

Diabetologia e Trapianto

Il diabete

Il diabete è caratterizzato dall’innalzamento della glicemia ossia dall’aumento dei valori di glucosio nel sangue. Esistono diverse forme di diabete. Il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune ed è la più diffusa malattia cronica in età pediatrica, ma la malattia può presentarsi anche nell’età adulta. Il diabete di tipo 1 è causato dalla distruzione autoimmune delle cellule delle isole di Langerhans del pancreas che producono l'insulina.

Dompé è impegnata nell’area del diabete di tipo 1 con due molecole frutto della propria ricerca, Reparixin e Ladarixin, in grado di agire sull’inibizione dell’Interleuchina-8 (IL-8), molecola implicata sia nella patogenesi del diabete di tipo 1 sia nella reazione infiammatoria immediatamente successiva al trapianto di isole pancreatiche, che limita l’efficacia di questo approccio terapeutico indirizzato ad un gruppo di pazienti con diabete di tipo 1 avanzato.

Il trapianto di isole pancreatiche

Il trapianto di isole pancreatiche da donatore o allogenico è un’opzione terapeutica per pazienti con diabete di tipo 1 avanzato che non riescono a controllare adeguatamente la glicemia somministrando insulina. Una seconda forma di trapianto di isole pancreatiche (trapianto autologo) riguarda i pazienti sottoposti ad asportazione chirurgica del pancreas che possono prevenire o ridurre la severità del diabete successivo alla chirurgia ricevendo le isole pancreatiche ottenute dall’organo rimosso. L’indipendenza dalla somministrazione di insulina può essere raggiunta in una percentuale di pazienti fino al 40-45% nel caso di trapianto da donatore1 e al 40% in seguito a trapianto autologo2.

Sulla base dei risultati preclinici nei modelli murini3 e di un primo studio clinico randomizzato di Fase II condotto su 9 pazienti che ha indicato come il trattamento con Reparixin somministrato per infusione endovenosa continua nei giorni immediatamente successivi al trapianto possa migliorare significativamente l’efficacia del trapianto di isole pancreatiche da donatore, sono stati condotti due studi clinici randomizzati per la valutazione di efficacia e sicurezza del farmaco nel trapianto da donatore, maggiormente sviluppato in Italia e in Europa, e in quello autologo, pratica diffusa negli Stati Uniti dopo una pancreatectomia.

  • Trapianto da donatore. Completato uno studio registrativo di Fase III che ha coinvolto 8 centri di 5 Paesi tra Europa e USA con l’arruolamento di circa 50 pazienti. Obiettivo primario dello studio era la valutazione dell’efficacia di Reparixin nel miglioramento dell’esito del trapianto di isole pancreatiche, mentre rientrava tra gli obiettivi secondari la misurazione della percentuale di pazienti che, dopo trapianto di isole pancreatiche e trattamento con il farmaco, raggiungono l’indipendenza dall’insulina e l’ottimale controllo della glicemia.
  • Trapianto autologo. Negli Stati Uniti è stato completato uno studio di Fase II/III per valutare l’efficacia e il profilo di sicurezza di Reparixin nel trapianto autologo di isole pancreatiche. Lo studio ha arruolato circa 100 pazienti adulti sottoposti a pancreatectomia totale e destinati all’autotrapianto di isole pancreatiche. L’obiettivo dello studio è stato la valutazione dell’efficacia di Reparixin nel miglioramento nella funzione delle cellule trapiantate, attraverso la misurazione della percentuale di pazienti che divengono indipendenti dall’insulina a seguito dell’autotrapianto di isole.

Ladarixin e diabete tipo 1

Ladarixin è un farmaco frutto della ricerca Dompé. Agisce come inibitore di IL-8, il principale mediatore dell’infiammazione nei processi che conducono alla progressiva distruzione autoimmune delle cellule delle isole di Langerhans nel diabete di tipo 1. Il farmaco punta dunque a contrastare in maniera innovativa le reazioni infiammatorie che caratterizzano la fase iniziale della malattia quando sono maggiori le possibilità di modificarne la storia clinica. Dopo i positivi risultati ottenuti in modelli animali che sviluppano spontaneamente il diabete di tipo 11, è in corso uno studio clinico di fase 2 randomizzato che ha arruolato 76 pazienti in 8 centri specialistici di Italia, Belgio e Germania, e terminerà nel 2019.

Per saperne di più sugli studi in diabetologia e trapianto leggi qui.

Reference

  1. C. Ginestier et al., CXCR1 blockade selectively targets human breast cancer stem cells in vitro and in xenografts, J Clin Invest. 2010;120:485–497. doi:10.1172/JCI39397
  2. AF. Schott et al., Phase Ib pilot study to evaluate reparixin in combination with weekly paclitaxel in patients with HER2 negative metastatic breast cancer. Clin Cancer Res 2017; 23:5358-65. doi:
  3. L. Chen et al., The IL-8/CXCR1 axis is associated with cancer stem cell-like properties and correlates with clinical prognosis in human pancreatic cancer cases. Sci Rep. 2014; 4: 5911. doi: 10.1038/srep05911
  4. Kemp DM et al.,Ladarixin, a dual CXCR1/2 inhibitor, attenuates experimental melanomas harboring different molecular defects by affecting malignant cells and tumor microenvironment. Oncotarget. 2017 Feb 28;8(9):14428-14442. doi: 10.18632/oncotarget.14803.
  5. Barton FB et al., Improvement in outcomes of clinical islet transplantation: 1999-2010, Diabetes Care 2012, 35(7): 1436-1445
  6. Sutherland DE et al., Total Pancreatectomy and Islet Autotransplantation for Chronic Pancreatitis, J Am Coll Surg., 2012, 12(5): 580–586
  7. Citro A et al., CXCR1/2 inhibition enhances pancreatic islet survival after transplantation, J Clin Invest 2012; 122:3647-51. doi 10.1172/JCI63089
  8. Citro A et al., CXCR1/2 inhibition blocks and reverses type 1 diabetes in mice. Diabetes 2015; 64:1329-40. doi: 10.2337/db14-0443